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RELAZIONE DI COPPIA E
COPPIA GENITORIALE
di Emma Chioccia - Psicologa*
Se
figli si nasce, la relazione di coppia è nella nostra storia:
imprescindibilmente, nasciamo tutti dall’unione di due singoli!
Infatti,
la relazione in genere e in particolare quella di coppia, intesa come
relazione affettiva significativa, rappresenta un’esigenza fondamentale
per la vita degli individui e permette importanti funzioni; di tipo
biologico, come la sessualità e la riproduzione; di tipo psico-sociale,
come il reciproco riferimento per lo sviluppo personale e l’adattamento ad
un sistema più ampio.
Ma
qual è il meccanismo psicologico che guida due persone a scegliersi e a
stringere un legame di coppia?
Secondo
la prospettiva freudiana classica, il rapporto di coppia è influenzato
dall’esperienze relazionali della prima infanzia e motiva l’individuo
verso una scelta trasformativa oppure compensativa.
Nel primo caso, il partner rappresenta una riscoperta o un ritrovamento di
un primitivo oggetto d’amore. Pertanto, si parla di partner complementare
quando, con le sue caratteristiche, incarna il genitore di sesso opposto;
mentre si parla di partner scelto per contrasto, quando rappresenta il
genitore dello stesso sesso.
Una scelta compensativa, invece, fa si che il legame di coppia costituisca
una soluzione per neutralizzare i conflitti interni individuali,
consentendo di non affrontarli. A tal proposito Freud diceva che il
matrimonio può essere un modo originale di guarigione, in quanto il legame
con il coniuge consente di mantenere in equilibrio un antico legame
affettivo non risolto.
In
un’ottica meno classica, il legame di coppia non si basa esclusivamente su
una riedizione delle esperienze infantili, ma è influenzato sia dalle
precedenti esperienze relazionali, avvenute nel tempo, sia dalla naturale
tendenza umana ad autoregolarsi, internamente e in relazione agli altri.
Di conseguenza, quando si forma una coppia avviene una sorta di incastro
inconscio che è coerente la specifica modalità autoregolativa di ciascun
membro.
In altre parole, avendo noi la capacità di autoregolarci, ogni volta che
incontriamo una persona, attingendo dal nostro bagaglio di esperienze
relazionali, attiviamo alcuni aspetti di noi che, se in sintonia con
l’altra persona, vengono recepiti e condivisi in uno scambio di
co-regolazione reciproca, dando origine ad una relazione che può diventare
significativa.
A prescindere dall’impostazione teorica di riferimento, più autori
concordano nel ritenere che la coppia, intesa come relazione affettiva
significativa, è delimitata da una “membrana“ (Dicks, 1992) che ne
consente la differenziazione in termini di sistema a sé stante. Tale
sistema impegna i suoi membri a condividerne la continuità attraverso la
costruzione e il mantenimento dell’intimità e della complicità. Quindi, la
relazione di una coppia si basa su un accordo condiviso tra le persone che
la
compongono per ottenere un reciproco vantaggio, conscio e inconscio.
E quando nasce un figlio?
La relazione assume anche altre caratteristiche: è una relazione di coppia
e coppia genitoriale!
Riassumendo: da un legame tra due persone nasce un figlio e da un figlio
si origina un legame tra
due persone: la genitorialità.
Per concludere, parafrasando un vecchio detto, riflettiamo insieme: “Nasce
prima il figlio o i genitori?”
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Dicks H.
V., (1967) trad it. Tensioni coniugali. Studi clinici per una teoria
psicologica dell’interazione, Borla, Roma 1992
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*Emma Chioccia -
Psicologa, specialista in Valutazione Psicologica, svolge attività a Roma,
Ostia e Ladispoli (RM). Si occupa di problematiche relazionali relative
all’individuo, alla coppia, all’età evolutiva e adolescenziale seguendo i
riferimenti teorici della psicoanalisi relazionale. Si occupa di
accompagnamento alla nascita, sostegno psicologico alla genitorialità e
psicologia scolastica.
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