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QUANDO ARRIVA LA CICOGNA...
di Emma Chioccia - Psicologa*
“Aspetto un figlio!....e adesso?”
Quanti alla notizia di essere in “dolce attesa” hanno formulato (o pensato) questa domanda?
Appunto, cosa succede quando in una coppia arriva il primo figlio?
Cosa comporta passare da due a tre?
Prima di tutto, quando arriva la cicogna, la coppia dovrebbe aver già aperto i propri “confini” per dare spazio al “terzo”. Il pensare a “fare spazio” avvia un processo di maturazione che porta ad una presa di coscienza da parte dei futuri genitori, prepara la coppia a trasformarsi in triade familiare e poi l’accompagna lungo un percorso evolutivo che procede parallelo alla crescita del bambino.
In altre parole, si cresce insieme all’interno di una relazione fatta di tre persone (reali o mentalmente rappresentate) già quando la cicogna spicca il volo!
Dal punto di vista individuale, l’arrivo di un bebè implica una ridefinizione del sé. Infatti, il rapporto con il proprio figlio stimola la ri-significazione della propria infanzia che aggiorna la dimensione storica e rinnova la relazione con i propri genitori.
Non solo.
Con il primo figlio si sale di una generazione. I neogenitori assumono così una posizione di snodo tra passato e futuro e, necessariamente devono adeguare i loro ruoli in prospettiva generazionale; spesso, il tutto si traduce in un maggior coinvolgimento nelle relazioni familiari allargate.
E ancora.
La nascita di un figlio, pur essendo un evento carico di gioia, rappresenta un passaggio critico.
Con l’arrivo del bebè la coppia deve inevitabilmente ridefinire la propria relazione.
Infatti, se da una parte accresce il senso di coesione, di competenza e stima reciproca, dall’altra può creare tensioni derivanti anche dal cambiamento dello stile di vita. Per questo, è indispensabile che ciascun membro della coppia riorganizzi i propri spazi e le proprie funzioni in modo da poter accogliere il nuovo venuto, sia nel contesto quotidiano, sia internamente.
Infine, è fondamentale che ci sia equilibrio e chiarezza tra relazione di coppia e relazione genitoriale. Attiene a quest’ultima, la negoziazione e la condivisione dell’atteggiamento educativo da adottare nei confronti del figlio. I genitori devono costruire il proprio ruolo in sintonia, confrontandosi tra loro e con la propria storia, per rappresentare in maniera univoca una guida, un modello e un riferimento affettivo stabile per il proprio figlio.
Il processo di costruzione del ruolo di genitore inizia con il pensiero progettuale intorno al figlio, continua con la gravidanza e prosegue con l’arrivo della cicogna, per poi coinvolgere circolarmente anche il figlio stesso.
Infatti, come vi scrivevo qualche articolo fa, ciò che rende un genitore “adeguato” è la sua disponibilità a stare in relazione mantenendo sempre viva la capacità di ascolto e di reciproco dialogo; questo atteggiamento garantisce quell’attenzione indispensabile per dare significato alle manifestazioni del bambino e cogliere le sue potenzialità e competenze, sia che si tratti del primo figlio, sia si tratti di tutti quelli che vengono dopo.
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*Emma Chioccia -
Psicologa, specialista in Valutazione Psicologica, svolge attività a Roma,
Ostia e Ladispoli (RM). Si occupa di problematiche relazionali relative
all’individuo, alla coppia, all’età evolutiva e adolescenziale seguendo i
riferimenti teorici della psicoanalisi relazionale. Si occupa di
accompagnamento alla nascita, sostegno psicologico alla genitorialità e
psicologia scolastica.
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